Elba Swing Festival · 2013–2022
La piazza di Capoliveri di notte, piena di ballerini davanti al palco
Una parte della storia di Tuballoswing

Elba Swing
Festival

2013 – 2022 Sette estati sull'isola, e poi una scelta.

«Lo swing non è soltanto una danza da imparare, ma una cultura da vivere insieme.»

Prima che Tuballoswing diventasse quello che è oggi, ci sono stati due progetti che hanno segnato profondamente la nostra storia: l'Elba Swing Festival e il Florence Swing Camp.

Due festival diversi per luogo, dimensione e identità, ma nati dalla stessa convinzione: che lo swing non fosse soltanto una danza da imparare, ma una cultura da vivere insieme.

Per noi il festival non è mai stato semplicemente un grande evento.

2013

Portare lo swing in vacanza

Nel 2013 nasce l'Elba Swing Festival. L'idea nasce da un desiderio molto semplice: vivere la bellezza e la spensieratezza della musica e del ballo swing in un'esperienza totalizzante e immersiva, come una vacanza.

Avevamo conosciuto i grandi festival europei e ne avevamo respirato l'energia, ma volevamo immaginare qualcosa di nostro: un appuntamento nel quale la dimensione sociale avesse un ruolo ancora più importante di quella competitiva.

E per farlo scegliemmo l'Isola d'Elba.

L'isola non era semplicemente la sede del festival: era parte del progetto. Il mare, i paesi, le piazze, la natura, gli spostamenti, le serate all'aperto e l'atmosfera dell'estate diventavano parte integrante dell'esperienza.

Le giornate erano dedicate alle lezioni, ai workshop e allo studio con insegnanti italiani e internazionali; le sere alla musica dal vivo, ai DJ set, alle feste, alle piazze e alla social dance.

Una barca di ballerini in mare davanti al paese Tre ballerini con le collane hawaiane nel photobooth del 2015
Sull'isola si ballava Lindy Hop Boogie Woogie Solo Jazz Balboa Shag Tip Tap

Per alcuni giorni l'Elba si trasformava in una grande casa dello swing.

2013–2018

Sei estati insieme

Per sei edizioni consecutive, dal 2013 al 2018, l'Elba Swing Festival è cresciuto insieme alla comunità swing italiana.

Era un appuntamento atteso, un'occasione per incontrare persone provenienti da città e scuole diverse, studiare con insegnanti importanti, ascoltare musica dal vivo e, soprattutto, condividere qualche giorno lontano dalla quotidianità.

Nel tempo il festival ha consolidato il proprio rapporto con il territorio, coinvolgendo diverse località dell'isola. Quello che avevamo immaginato come una vacanza swing era diventato un progetto capace di attirare ballerini anche dall'estero e di dialogare con istituzioni e realtà locali.

Poi è arrivato uno stop.

Una coppia si esibisce in piazza, il pubblico seduto a terra Una ballerina a bordo piscina saluta il gruppo in acqua Due ballerini vestiti da marinai ridono al Sailor Party Un bacio nascosto dietro il frisbee del festival Due ragazze in costume vintage con il golfo alle spalle
2022

L'ultima estate,
con una nuova forma

relax,musica,festa.

Dopo la pausa causata dalla pandemia, nel giugno 2022 l'Elba Swing Festival è tornato per la sua settima edizione, con una formula rinnovata, patrocinata e sostenuta da Regione Toscana, Consiglio regionale della Toscana e dai Comuni di Portoferraio e Capoliveri.

Non più soltanto un festival, ma una vacanza e un viaggio itinerante a ritmo di swing attraverso alcuni dei luoghi più belli dell'isola. Quattro serate, feste in piazza, una festa sulla spiaggia, lezioni, musica dal vivo e la possibilità di vivere l'Elba attraverso la lente della Swing Era.

Era una nuova interpretazione di un progetto che, per quasi dieci anni, aveva fatto parte della nostra storia.

La piazza piena di ballerini nel 2022
Una coppia balla in bianco e nero alla Villa Romana della Linguella Foto di gruppo a lezione sul pavimento con la scritta Elba

E sarebbe stata l'ultima edizione.

Dopo il 2022

Perché abbiamo smesso

Non abbiamo smesso di credere nei festival.

Non abbiamo smesso di credere nei festival. Abbiamo smesso di credere nella necessità di farne uno semplicemente perché era arrivato il momento di farne un altro.

Quando abbiamo iniziato, in Italia i festival swing erano pochi. E proprio per questo avevano un significato speciale.

C'erano alcune date che tutta la comunità conosceva. Ci si spostava da una città all'altra, si incontravano ballerini provenienti da scuole diverse, insegnanti, musicisti e organizzatori. Si ritrovavano persone che durante l'anno vivevano in città diverse. Si costruivano amicizie. Nascevano collaborazioni. Si scambiavano idee. Si conoscevano persone che, altrimenti, forse non avremmo mai incontrato.

Il festival era un punto di ritrovo della comunità.

Negli anni il panorama è cambiato. I festival e gli eventi si sono moltiplicati e questa crescita ha portato moltissime nuove possibilità: più occasioni per ballare, più insegnanti, più musica, più luoghi in cui incontrarsi.

Ma ha anche cambiato la funzione del festival. Le occasioni si sono distribuite lungo tutto l'anno e spesso anche nello stesso periodo e nelle stesse città. Quello che un tempo era un appuntamento raro, capace di riunire una comunità nazionale, è diventato progressivamente una delle tante possibilità presenti nel calendario.

E noi abbiamo sentito che qualcosa che per noi era fondamentale si stava perdendo: il senso di comunità, di scambio e di appartenenza che aveva dato origine ai festival.

Non ci interessava diventare semplicemente un altro appuntamento. Ci interessava capire se avremmo potuto creare qualcosa che avesse ancora un significato speciale.

Anche le condizioni che avevano permesso al festival di esistere erano cambiate. L'Elba Swing Festival era profondamente legato al territorio. L'isola era parte della sua identità, ma un progetto di quelle dimensioni richiedeva anche una collaborazione e un investimento del territorio proporzionati alle sue ambizioni. Con il passare degli anni è diventato sempre più difficile sostenere un festival così complesso in assenza di un coinvolgimento territoriale capace di accompagnarne la crescita.

Ricominciare dalle persone

La pandemia ha rappresentato uno spartiacque. Gli anni di stop hanno interrotto relazioni, abitudini, percorsi di studio e occasioni di incontro.

Quando gli eventi sono tornati possibili, ci siamo trovati davanti a una scelta. Potevamo ricominciare subito a costruire un grande festival. Oppure potevamo fermarci e ricostruire prima ciò che per noi veniva prima del festival: la comunità.

Abbiamo scelto la seconda strada.

Per noi invitare un grande nome internazionale non significa semplicemente inserirlo in una locandina. Significa creare una comunità pronta ad ascoltarlo, a studiare con lui, a confrontarsi e a dare valore a ciò che porta.

Per questo abbiamo deciso di investire prima sulle persone. Sulla scuola. Sulla didattica. Sul Renny. Sulle occasioni quotidiane di incontro. Sulla costruzione di una comunità forte, curiosa e desiderosa di crescere.

Prima le fondamenta,

poi il festival.

Cosa ci ha lasciato

L'Elba Swing Festival oggi non esiste più nella sua forma originaria. Ma sarebbe sbagliato considerarlo semplicemente un progetto concluso. È una parte fondamentale di ciò che Tuballoswing è diventata.

L'Elba ci ha insegnato che lo swing può trasformare una vacanza in una comunità.

E insieme al Florence Swing Camp ci ha insegnato a lavorare con artisti internazionali, musicisti, territori, istituzioni e comunità. Ci ha insegnato a costruire esperienze.

E soprattutto ci ha insegnato una cosa che ancora oggi guida il nostro modo di fare: un evento non vale per quante persone riesce a portare. Vale per quello che riesce a creare. Per gli incontri che lascia. Per le relazioni che continua. Per le persone che tornano a casa con qualcosa in più. Per la comunità che rimane quando la musica finisce.

Archivio

Le edizioni

Per ogni anno il video del festival. Il video parte da YouTube solo quando lo avvii.

2013
Prima edizione

Di questa edizione resta il video.

2014
Seconda edizione

Di questa edizione resta il video.

2015
Terza edizione
5–7 giugno · Grand Hotel Elba International, Capoliveri

Insegnanti Stefano Tertulliani e Giulia Cicerale, Marco Larosa e Sonia Salsedo, Henric e Joanna Stillman, Antonio Del Villano e Giulia Fantini, Antonio Cribari ed Elisa Cangini

Musica Jude Lindy & His Hot Exiles, Ale G, Ghiaccioli e Branzini, DJ Andy Fisher

2016
Quarta edizione
10–13 giugno · Grand Hotel Elba International, Capoliveri

Insegnanti Pontus Persson e Isabella Gregorio, Sacha Alvisi e Alessandra Cardace, Marco Larosa e Sonia Salsedo, Emanuele Margiotta e Katharina Zeller, Antonio Del Villano e Giulia Fantini, Antonio Cribari ed Elisa Cangini

Musica Ale G, Bun Jon & the Big Jive, DJ Andy Fisher, Ghiaccioli e Branzini, Sauro DJ

2017
Quinta edizione
Giugno, dall'8 · Grand Hotel Elba International e piazza di Capoliveri

Insegnanti Adam Brozowsky, Sharon Davis, Nils Andrén e Bianca Locatelli, Stefano Tertulliani e Giulia Cicerale, Emanuele Margiotta e Katharina Zeller, Antonio Cribari ed Elisa Cangini, Antonio Del Villano e Giulia Fantini, Sonia Salsedo e Marco Larosa

Musica The Devil's Advocates con Mauro Porro, Sugar Daddy and The Cereal Killers, Arpad, Lalla Hop, DJ Andy Fisher, Ghiaccioli e Branzini

2018
Sesta edizione
7–11 giugno · Grand Hotel Elba International e Capoliveri

Sedici insegnanti, tutto esaurito.

2019–21

Nessuna edizione.

2022
Settima edizione
9–12 giugno · Capoliveri e Portoferraio

Luoghi Lido di Capoliveri, Baia del Sole, Villa Romana della Linguella, Circolo Carpani, piazza Matteotti

Insegnanti William e Maeva, William e Alice, Stefano e Giulia, Livio e Morena, Valeria Bonfanti, Karen Fantasia, Lollo e Alice, Davide e Valentina, Lester Ian Philip, Fabio e Marina (Shag), Eva Agostinelli (Tip Tap)

Musica Lara Luppi, Dusty Jazz Blasters, Cosimo & The Hot Coals · DJ Red Moon, Ale G, Mademoiselle Swinguette, The Gentlemen Thief, Portofino, Mambo

Con il patrocinio di Regione Toscana, Consiglio regionale della Toscana, Comune di Capoliveri, Comune di Portoferraio

Il golfo visto tra le palme

E oggi?

Oggi non sentiamo il bisogno di organizzare un festival per dimostrare che Tuballoswing è ancora qui. Preferiamo costruire, giorno dopo giorno, le condizioni perché un grande evento possa avere nuovamente un significato.

Creare una casa. Far crescere una scuola. Invitare artisti. Studiare. Ballare. Organizzare serate. Creare occasioni di incontro. Conoscere nuove persone e ritrovare quelle che fanno parte della nostra storia. E, soprattutto, continuare a costruire una comunità.

Perché forse è proprio questo il senso più autentico che abbiamo sempre cercato nei festival. Non organizzare un appuntamento. Creare un luogo in cui le persone abbiano voglia di ritrovarsi.

Per questo non diciamo che abbiamo smesso di credere nei festival. Diciamo che abbiamo scelto di aspettare il momento in cui la parola festival tornerà ad avere, per noi, il significato che aveva all'inizio.

Un appuntamento raro. Un punto di incontro. Un'esperienza condivisa. Un luogo in cui una comunità possa riconoscersi.

E, forse, un giorno, ritrovarsi ancora tutta insieme.